Giardinaggio

” L’allegria e’ una pianta capricciosa, difficile da coltivare, che fa poca ombra, che dura poco e che richiede cure costanti, e terreno concimato, ne’ secco ne’ umido, ne’ esposto ai quattro venti, insomma una coltivazione che viene a costare cara… L’allegria va conservata nello champagne… La disgrazia e’ una pianta dal legno resistente; a ficcarne un germoglio nella terra non c’e’ bisogno di occuparsene, cresce da sola, ne sono piene le strade. Nel giardino dei poveri poi la disgrazia cresce in quantita’…”

(Jorge Amado : “Teresa Batista stanca di guerra” )
Io ho trovato il modo, ogni giorno dedico un po’ del mio tempo a estirpare le sterpaglie della disgrazia, anche solo con la mente. Ci vuole esercizio costante, ma poi e’ tutto piu’ semplice e si impara anche ad essere allegri. Ci vuole impegno e determinazione perche’ a volte sembra proprio che non ci sia nessun rimedio e hai voglia di lasciarti sopraffare.
Con l’esercizio puoi anche riuscire a potare la disgrazia in un modo tale che risulti bella, armoniosa, parte inscindibile e determinante di te, cio’ che ti arricchisce, che ti da carattere. Non si puo’ essere fatti solo di allegria ci vuole un equilibrio. E a volte capita che nei buchi, che la pianta della disgrazia lascia, riesci a far crescere gli arbusti dell’allegria.
E poi c’e’ l’ultimo espediente: quando proprio non riesci ad annaffiare il tuo giardino, chiami un buon amico che lo faccia per te, che se ne prenda cura per un po’ e tu vai in vacanza e ti riposi…


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